ANGELINO ALFANO
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28 gennaio 2017
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Intervista ad Alfano: «Non tolleriamo e non voteremo manovre depressive»

Il ministro rilancia sulla nuova legge elettorale: si può mettere la fiducia. Meglio premio alla coalizione, anche sotto il 40%. Per un’alleanza vediamo se il Cavaliere mollerà la Lega.

28 gennaio 2017 – Ministro Angelino Alfano, il braccio di ferro con l’Europa, il voto che torna possibile in tempi brevi; che mesi immagina per l’Italia?
«Per noi il punto è molto chiaro. Non lasceremo che l’Europa metta sacchi di sabbia in mezzo alla strada della crescita. Ogni azione di depressione non sara tollerata. La Ue applichi tutte le sue procedure. Noi non possiamo sostenere manovre aggiuntive».

II ministro Padoan però parrebbe orientato a concedere un contentino alla Ue, magari non proprio 3,4 miliardi, ma per esempio qualche bonus…
«Il ministro del Tesoro fa il proprio lavoro e lo fa bene. Io parlo da ministro degli Esteri e da leader di una forza politica che dirà no a ogni intervento blocca-crescita».

Se si toccassero le misure e i bonus a sostegno della famiglia?
Ci opporremmo. Queste misure sono state anche una nostra conquista e non sono sui tavolo».

Conferma che voi centristi non votereste manovre aggiuntive se questo significasse imporre nuove tasse?
«Non le voteremmo. Non solo. Diciamo con largo anticipo che si porrebbe un problema politico, perché il governo non avrebbe la maggioranza per approvare una manovra aggiuntiva. Nessuno, lo ribadisco, prenda impegni in questo senso perché si scontrerebbe con noi».

Lei ha rimarcato che spetta al Colle fissare la data dei voto, ma poniamo che il Parlamento uniformi la legge elettorale. A quel punto che tempi ci sarebbero?
«Questo lo decideranno il Presidente della Repubblica e l’agenda di governo. Per noi si dovrebbero armonizzare tra Camera e Senato i due sistemi elettorali come chiedeva il Presidente Mattarella. Ma non intendiamo utilizzare questo argomento per frenare il ritorno alle urne».

Basterebbe un decreto per risolvere i problemi posti dalla Corte costituzionale?
«Noi vogliamo evitare decreti. Ma, in una condizione di tempi ristrettissimi, non vedremmo nulla di male a porre una fiducia su modifiche alla legge elettorale già autorizzate dalla Corte costituzionale».

Ap-Ncd alle Europee prese più di un milione di voti. Al Senato, se restasse l’attuale sistema di voto, come fareste a superare la soglia di sbarramento dell’8%?
«In ogni caso, si tratta di sbarramenti regionali. Ma non mi pongo questo problema perché ritengo del tutto ragionevole che le elezioni diano due platee di natura differente tra Camera e Senato».

La coalizione per il voto, inutile negarlo, i centristi la possono fare con il Pd o con Forza Italia.
«Noi ci stiamo predisponendo ad andare da soli. Aggiungo però una cosa: sarebbe bene che si scegliesse un premio di coalizione, anche al di sotto del 40%, per garantire la governabilità».

Meglio ipotizzare una futura coalizione di governo con Renzi, con Berlusconi o con entrambi?
«Bisogna vedere se qualcuno arriva al 40% di voti. Ma la nostra decisione l’abbiamo presa da tempo. Ed è quella di una casa dei moderati italiani, liberali, riformisti, popolari che vogliono difendere il ceto medio».

Cosa le impedisce di allearsi con Berlusconi se i populisti restano fuori?
«Le scelte sono molto in capo a Berlusconi in questo momento. Salvini vuole le primarie per tentare di scalzare la sua leadership ma in Forza Italia vedo posizioni troppo contrastanti. Quanto all’esclusione dei populisti, stiamo a vedere se e quando accadrà».

Mai pentito di aver lasciato l’orbita del Cavaliere?
«Mi pare che i fatti mi abbiano dato ragione».

E non farebbe da ponte tra Berlusconi e Renzi?
«Un passo alla volta. Tuttavia anche il leader di FI mi pare sia costretto ora a mettere in conto questo scenario. E del resto aveva già cominciato con il governo Letta la collaborazione con il Pd».

II capofila a sinistra del Pd, Pisapia, dice che allearsi con Ncd sarebbe un incubo.
«Si è prestato al giochino di andare dietro ai retroscena. Lorenzo Guerini ha già risposto in questo senso. Noi costruiamo un altro progetto, quello dei moderati».

Ma Ncd da sola non basta, l’Udc è andata via. Con chi riaggregare quest’area: Verdini, i popolari?
«No, no. Ora non stiamo facendo specificatamente accordi con qualcuno. Noi crediamo ci siano persone che non vogliono votare la sinistra né una destra troppo schiacciata sulla Lega. Intendiamo attuare un programma che aumenti i salari, diminuisca le tasse. Anzi progettiamo un ulteriore eradicale abbassamento delle imposte sulla casa e un intervento sulle pensioni perché vi sono dei livelli inaccettabili».

Ma quella sulla prima casa non l’avete già tolta?
«Bisogna fare ancora di più. Stiamo lavorando a un progetto molto hard su questo. Bisogna fare risalire il valore degli immobili perché sono il patrimonio di quasi tutti gli italiani».

fonte: Il Giorno