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193 - SEQUESTRO BENI CASCIO: ALFANO, SUCCESSO CHE TOGLIE LINFA A LATITANZA BOSS MESSINA DENARO

Roma, 27 gennaio 2010

Il sequestro disposto dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, per oltre 550 milioni di euro in beni immobili e società di proprietà dell’imprenditore agrigentino Rosario Cascio, ma riconducibili anche a Matteo Messina Denaro, segna un ulteriore straordinario successo nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa”. Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Tale sequestro – spiega il Guardasigilli – è stato possibile grazie alle innovazioni apportate nei mesi scorsi alla materia delle misure di prevenzione. Infatti gli stessi beni che erano stati sequestrati nel corso di un processo penale a carico del Cascio nella sua fase cautelare, erano stati in parte restituiti al boss mafioso a seguito dell’annullamento da parte del Tribunale del Riesame di Palermo del sequestro preventivo”.

Per esser ancora più chiari – sottolinea Alfano – soltanto attraverso l’inasprimento del meccanismo delle misure di prevenzione adottato nell’attuale legislatura è stato possibile configurare la pericolosità dei beni in quanto tali, a prescindere da quella del loro proprietario – già condannato una volta per il reato di associazione mafiosa, ma in tempi ormai remoti – e dunque sottrarli alla disponibilità della criminalità organizzata”.

Cascio Rosario, sebbene fosse stato riconosciuto tra i partecipi dell’associazione mafiosa a partire dagli anni ’80 non aveva mai visto intaccato il suo ingente patrimonio frutto delle sue attività criminali. Il valore strategico del sequestro all’imprenditore agrigentino – conclude il ministro – è dato anche dalla circostanza che esso serve a togliere linfa vitale alla latitanza di Messina Denaro Matteo, l’ultimo degli stragisti ancora pericolosamente in libertà, nei confronti del quale – così come dei suoi fiancheggiatori – l’azione di accerchiamento dello Stato sarà incessante fino alla sua cattura”.



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