Roma, 16 marzo 2010
“L’iniziativa del CSM di aprire una pratica contro un’ispezione disposta in base all’art. 107 della Costituzione, in relazione ai fatti che stanno accadendo a Trani, è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
“Anziché aprire una pratica – continua Alfano – per controllare perché presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto d’indagine, anziché verificare come e perché il Presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate anziché distrutte siano state messe a disposizione dei giornalisti, anziché investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora oggi mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anziché verificare come sia possibile che un’accusa sortisca contro il Presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il CSM, travalicando i propri poteri apre una pratica che, all’evidenza, tende a comprimere l’attività degli ispettori”.
“Tutto ciò – conclude il Guardasigilli – è a dir poco preoccupante e dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica”.