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GIUSTIZIA: ALFANO, NON ACCETTO SI RIDUCA TUTTO A PROCESSO BREVE

(AGI) - Roma, 22 apr. - Dura replica del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al presidente della Camera, Gianfranco Fini, sulla riforma del processo breve. Il
guardasigilli prende la parola alla direzione nazionale del Pdl e dice di non poter accettare che tutto quanto e' stato fatto in materia di giustizia venga ridotto al solo processo breve, "che breve poi non era".
Prima Fini, rivolgendosi a Berlusconi, aveva ricordato la lite tra loro due su quella che oggi definisce una "amnistia mascherata". Ma Alfano non ci sta: "Il mio puo' essere un lavoro buono o cattivo, ma c'e' tutto il mio impegno personale e non puo' essere tutto ridotto al cosiddetto processo breve".
Quindi Alfano elenca tutte le varie riforme e gli interventi normativi fatti in materia di giustizia e chiede ai 'critici', tra cui Fini, di "lasciare ai nostri avversari dire che il
processo breve e' stata una amnistia". 
Ma non e' l'unico punto che Alfano critica a Fini. Per il guardasigilli, infatti, "una settimana dopo il voto regionale e' stato messo in atto un copione che pero' era stato scritto in caso di sconfitta e questo ha fatto male al partito. Le buone ragioni se esposte in un modo cattivo sembrano pretesti".
Ora che e' "stato squarciato il velo dell'ipocrisia", ben vengano le discussioni purche' "non si resti a discutere all'infinito ma per i prossimi tre anni ci si rimbocchi le
maniche". Ben venga, ribadisce Alfano, "discutere per migliorare il programma, ma se si cercano pretesti al solo scopo di logorare il governo e il presidente del Consiglio, il Pdl ha il diritto-dovere di difendere la sua leadership eletta dal popolo". (AGI)
Red/Chi
221627 APR 10



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