19 luglio 2010
Oggi alle ore 19, nelle tre carceri di Palermo, Roma e Milano (Ucciardone, Rebibbia nuovo complesso e Opera) si svolge un’iniziativa per commemorare il sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta. Nei tre istituti sarà proiettato il documentario “57 giorni a Palermo”, realizzato dalla redazione di “La Storia siamo noi” di Gianni Minoli. Il documentario ripercorre le ultime tappe della vita e il sacrificio del giudice Paolo Borsellino. Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano e il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta hanno così deciso di celebrare il ricordo del giudice ucciso nella strage di Via D’Amelio, perché – proprio all’interno di quelle strutture in cui si espia la pena per la negazione dei principi di giustizia – possa essere ripristinato il patto con la legalità. “Lasceremo – afferma il Guardasigilli – che sia proprio Paolo Borsellino a parlare al cuore dei detenuti.
L’iniziativa di oggi rientra in un’ottica rieducativa più ampia in cui l’uomo è al centro, protagonista ed artefice unico della propria definitiva sconfitta o del proprio riscatto. Un documentario che mostri qual è il prezzo per la morte della legalità e il valore assoluto dell’estremo sacrificio perché questa trionfi, è, secondo noi, un modo per dire grazie al giudice Borsellino per il suo straordinario lavoro e grazie all’uomo Borsellino, perché, nel suo tempio interiore, ha voluto così celebrare l’importanza immortale di quei principi etici ai quali tutti dovrebbero ricondursi”.
Sulla stessa linea si è espresso il Capo del DAP Franco Ionta: “Crediamo che proprio dal carcere debba arrivare chiaro il segnale che il sacrificio di uomini come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non sia stato vano. Non esiste rieducazione se non vi è una sana e convinta adesione ai valori della legalità. Abbiamo il dovere di offrire ai detenuti occasioni di riflessione e opportunità di cambiamento che inducano a ripensare le scelte che hanno condotto sulla strada del delitto. Siamo convinti che la visione del documentario dedicato al sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta, nei detenuti che vi assisteranno, possa toccare corde di riflessione in maniera più efficace di discorsi e convegni. Il rispetto per la legalità si ottiene anche attraverso la conoscenza e l’esempio di uomini come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per gli ideali della democrazia che appartengono a tutti noi”.