Nel suo intervento, Alfano si è soffermato anche sui diritti degli indagati, la protezione dei soggetti vulnerabili e l’assistenza alle vittime, i quali, ha sottolineato, “rappresentano dei punti essenziali nella costruzione dello spazio di Giustizia europeo, per i quali è necessario agire con una forte presenza dell’Italia nelle istituzioni Ue”.
“In quest’ottica – ha proseguito il Guardasigilli – rientra anche la tutela dei diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale, aspetti tenuti in debito conto nel nostro Paese. Ed è proprio per questa ragione, infatti, che auspico una fattiva cooperazione europea in materia di detenzione, come tra l’altro già recepito nel programma di Stoccolma. La linea vincente – ha concluso il ministro Alfano – è, quindi, una sinergia equilibrata che agevoli lo scambio delle best practices europee nel settore della detenzione, della reintegrazione sociale dei detenuti e della riduzione della recidiva”.

